Cos'è ArtCraft
ArtCraft è un progetto open source che si presenta come uno studio gratuito per creare immagini e video con l'intelligenza artificiale e che, a ottobre 2026, ha messo in vetrina una serie di app pensate come alternative ai programmi di Adobe. Dietro c'è Brandon Thomas, sviluppatore e imprenditore, che ha fondato ArtCraft nel 2025 e in passato è stato per tre anni amministratore delegato di Storyteller.ai. Non è un prodotto pronto per sostituire Photoshop: è un progetto giovane che mostra una direzione. Fonte: Notebookcheck, Photoshop, Premiere e altro: uno sviluppatore Rust ricrea la suite Adobe con l'IA, 2026.
Per chi ha un'azienda la notizia non sta nei singoli programmi, ma nel metodo: una sola persona, aiutata da un assistente AI di programmazione, ha scritto in poco tempo software che di solito richiede grandi team. Questo è il motivo per cui se ne parla.
Quali app sono state ricreate e con cosa
Secondo Notebookcheck le app sono sette e sono state scritte da zero in Rust, con l'aiuto di Claude Opus 5.5 come assistente di programmazione. Nell'articolo ogni app è associata al programma Adobe che vuole imitare. Fonte: Notebookcheck, 2026.
| App ArtCraft | Programma Adobe imitato | A cosa serve |
|---|---|---|
| PhotoCraft | Photoshop | Ritocco di immagini |
| VectorCraft | Illustrator | Grafica vettoriale |
| FilmCraft | Premiere | Montaggio video |
| LightCraft | Lightroom | Archivio e sviluppo foto |
| EffectCraft | After Effects | Effetti e animazioni |
| DesignCraft | InDesign | Impaginazione |
| PdfCraft (nell'articolo PrintCraft) | Acrobat | Documenti PDF |
Una precisazione: il sito ufficiale chiama l'app per i PDF PdfCraft, mentre Notebookcheck la chiama PrintCraft. Noi usiamo il nome del sito. Sempre il sito elenca altre app, come WordCraft, SoundCraft, DeckCraft, CADCraft e GridCraft. Fonte: ArtCraft, pagina delle app, 2026.
Sono davvero gratuite e open source?
Sì, per quanto riguarda il codice. Il repository principale su GitHub dichiara una doppia licenza, MIT oppure Apache-2.0, a scelta di chi lo usa: sono due licenze permissive, che permettono di scaricare, modificare e riusare il codice, anche in un progetto commerciale, nel rispetto delle condizioni di ciascuna. Il sito aggiunge che le app non richiedono un abbonamento. Restano a pagamento, in modo facoltativo, i servizi di generazione con l'AI. Fonti: GitHub, storytold/artcraft e getartcraft.com.
Attenzione a non confondere due cose: il codice è aperto, ma questo non significa che tutto sia già pronto da installare e usare in azienda.
A che punto sono: i limiti veri
Sulla pagina delle app solo due programmi, PhotoCraft e PdfCraft, sono indicati come early alpha, cioè in una fase molto iniziale. Gli altri sono segnati come «in sviluppo». Nessuno è dato come rilasciato in versione stabile. Fonte: ArtCraft, pagina delle app, 2026.
Sul sito ufficiale di ArtCraft, a ottobre 2026, nessuna delle app in stile Adobe è indicata come versione stabile: due sono in early alpha, le altre in sviluppo. Fonte: ArtCraft, pagina delle app, 2026.
L'obiettivo dichiarato da Thomas è arrivare in circa un mese alle stesse funzioni dei programmi originali, ma Notebookcheck lo presenta come un'ambizione e non come un risultato. Non abbiamo trovato prove che oggi un professionista possa lavorare con questi programmi al posto di quelli Adobe, quindi non lo affermiamo.
Il nodo legale: si può copiare un programma?
Thomas descrive il lavoro come una reimplementazione clean room, cioè scritta senza usare codice di Adobe. Notebookcheck osserva che resta da vedere se Adobe sia dello stesso parere. Un codice scritto da zero non elimina però ogni questione: un'azienda può avere brevetti su funzioni e meccanismi di un programma, e anche un software nuovo potrebbe toccarli. Nelle fonti che abbiamo letto non risultano azioni legali di Adobe contro ArtCraft. Per un'azienda questo significa una cosa pratica: finché la situazione è poco chiara, è prudente non basare su questi programmi un lavoro critico.
Cosa cambia per una PMI italiana
Il messaggio per una PMI non è «disdici Adobe». Se oggi il tuo studio, la tua agenzia o il tuo reparto marketing lavora ogni giorno con Photoshop, Illustrator o Premiere, un progetto in alpha non è un'alternativa affidabile. Il messaggio è che l'AI sta abbassando il costo di scrivere un programma, e questo, col tempo, tende a mettere pressione sui prezzi dei software in abbonamento.
Per questo vale la pena fare due cose semplici. La prima è sapere quanto spendi ogni mese in abbonamenti software e quali usi davvero. La seconda è seguire i progetti che nascono, provarli su lavori a basso rischio e tenere aperta la possibilità di cambiare. È lo stesso ragionamento che abbiamo fatto sui modelli di AI in quanto costa l'AI in azienda e come ridurre i costi: conta il costo totale, non il nome del fornitore.
Come iniziare: i 3 passi per una PMI italiana
1. Fai l'elenco degli abbonamenti. Scrivi quali programmi paghi ogni mese, quante persone li usano e per quale lavoro. Spesso si scopre che alcune licenze non servono più.
2. Prova un'alternativa su un lavoro semplice. Scegli un'attività a basso rischio, come ritagliare una foto o impaginare un volantino interno, e provala con un programma open source. Confronta tempo e qualità con quello che usi oggi, senza toccare i lavori per i clienti.
3. Controlla la licenza prima di usare un programma. MIT e Apache-2.0 permettono l'uso commerciale, ma vanno letti i termini, soprattutto se il software entra in un processo dell'azienda. Per i contenuti generati con l'AI, verifica anche le condizioni dei servizi collegati.
Come Ogaia costruisce sistemi AI per le PMI
In Ogaia | Lead Generation & AI Automation progettiamo sistemi AI su misura per PMI e professionisti italiani: agenti che rispondono ai nuovi contatti, qualificano le richieste e fissano gli appuntamenti. Casi come ArtCraft ci ricordano che gli strumenti cambiano in fretta, quindi costruiamo i processi in modo che il singolo programma o modello si possa sostituire senza rifare tutto.
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